Secondo te quanti anni ho?

Non ho mai pensato che fosse una questione di anni. La vita, dico. Sempre convinta che il tempo fosse solo un lento fluire di eventi, scandito dal calendario per convenzione, che non ci fosse differenza sostanziale fra un mese e l’altro, fra un anno e l’altro.

Invece, tutt’a un tratto, mi ritrovo a fare un resoconto degli anni che ho vissuto e mi accorgo, lentamente, come un risveglio, che il tempo che scorre su di me, sulla mia vita, sulle mie scelte e i miei desideri, è nettamente diverso adesso. Alla soglia dei quaranta (ommioddio, solo a dirlo sento piccoli brividi lungo la schiena), mi accorgo che è cambiato il mio modo di prendere la vita, di affrontare le situazioni, di rapportarmi agli altri. Se devo dirla tutta, mi piaccio molto di più. Forse, il tempo fa anche questo: ti fa abiutare a vivere con te stesso, piano piano ti conosci meglio e ti apprezzi di più. Accetti, forse, limiti e difetti e capisci che non puoi sapere tutto o fare tutto o avere la stessa energia per tutto.

Mi ricordo di quando ero piccola e i “grandi” mi dicevano già queste cose. Il fatto è che se te lo dicono gli altri non ci credi! Pensi sempre che tu sei diverso, che a te certe cose non potranno capitare, che loro che ne sanno di quello che pensi o provi tu. Invece, cavolo!, lo sanno! E non perché leggano la mente o il futuro, semplicemente perché ci sono passati. Io ho smesso di dire ai più giovani di me che col tempo le cose saranno diverse: non mi credono, non ci sono ancora passati ed è giusto che lo facciano da soli. Vedo tutto il dispendio energetico che sprecano a secchiate nella loro giornata, esattamente come facevo io alla loro età, lo vedo e penso che sia anche figo, quel modo apocalittico ed estremo.

Ora, io non ho più voglia di perdere tempo dietro a cose inutili e inconcludenti. Non ho voglia di correre dietro a persone che non mi fanno stare bene, non ho voglia di chiedere o cercare dove non cresce nulla già da tempo, mi sono stufata dei discorsi che girano e girano e non arrivano da nessuna parte. Ho bisogno, molto più di prima, di prendere tempo per me, per le mie cose, per coltivare il mio orto personale. Non ho più intenzione di sprecare energie, ho bisogno di incanalare pensieri e azioni solo dove voglio io. Non sopporto chi è sempre scontento, chi ha un ego spropositato, chi si tormenta per situazioni in perdita e non mi vergogno più di nasconderlo. La cosa più bella che ho scoperto è che non mi importa più dell’opinione della gente, me ne frego di quello che pensano i più piccoli e non temo più il giudizio dei più grandi. E oggi so che questa consapevolezza è un regalo del tempo che mi passa addosso. Avrà qualche vantaggio invecchiare, no?

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