Pizzicati

Sera tiepida e stellata di metà agosto. Gente in piazza, tanta gente, di ogni età. Accenti diversi, visi sorridenti. Aria piena di odori, quelli dell’estate, del sudore, del dopo sole e dei cibi cucinati per la festa.

Sullo sfondo un palco, microfoni, leggii, chitarre, tamburi, fisarmonica, violino. Eccoli, gli artisti. Entrano in scena, si accendono le luci.

Lei si gira a guardare, incuriosita ed eccitata, in mezzo a gente distratta. Si avvicina al palco, il più possibile. La musica parte. Il ritmo cadenzato ripetuto le entra nelle orecchie e da lì scende e rimbomba nel petto. Il suo respiro si rompe con il battito dei tamburi. Muove una mano, poi la testa, poi le gambe. Inizia a ballare come sa, danza antica, movimenti primordiali impulsivi, che sanno di terra natura stagioni e pioggia. Il suo corpo segue la musica, chiude gli occhi e si fa trascinare nel vortice di una pulsazione istintiva. Li riapre e per un attimo perde l’orientamento, guarda i suoi piedi, guarda il cielo stellato e poi davanti a sé. Lui si è materializzato come la musica tutt’intorno. Segue il suo ritmo, le sta di fianco, si avvcina e si allontana. Si sfiorano senza toccarsi, si inseguono, si sorridono. Occhi negli occhi, schiene sudate e respiro rotto. Lei gioca con il suo fazzoletto rosso, lo dondola davanti al viso di lui e lo tira via. Gira su se stessa, lui le danza attorno. La musica cresce, il ritmo incalza, sempre più veloce. Si avvicinano tanto da sentire l’odore della pelle, ruotano insieme con piccoli passi. Balena in testa l’idea che in un ballo si possa vivere una vita intera, una storia intera, fatta di gesti contatto tensione dubbio ed emozioni. Il pezzo sta per finire, non può durare per sempre. Lei tiene il fazzoletto con due mani, lo rigira in aria per farlo finire sulle spalle di lui, dietro il suo collo. Lui lo afferra con una mano nell’urgenza delle ultime battute della canzone. Sono vicini, si guardano e respirano immobili. La musica finisce, partono gli applausi, la gente si accalca, li divide e li allontana. Si girano e rigirano nella folla. Lui stringe un fazzoletto rosso fra le mani e non la vede più.

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