Ciò che ho perso

Oggi ne ho bisogno. Mettere parole scritte fra me e quello che mi succede, a volte, mi fa bene per dare ordine alle cose e ridimensionare le emozioni.
Pensieri erranti su tutte le cose che ho perso.
Ho perso le chiavi di casa con la seccatura di dover cambiare serratura,
ho perso documenti, poi duplicati con foto orribili fatte al volo alla macchinetta automatica,
ho perso anelli che mi ricordavano viaggi e situazioni e persone,
ho perso libri dati in prestito, e ho perso anche la voglia di prestarli ancora.

Ho perso tempo, così tanto tempo che a riviverlo, avrei fatto il doppio delle cose che ho fatto. Sono una vera maestra. Perdo tempo a pensare troppo, a trovare soluzioni, perdo tempo crogiolandomi nella nostalgia e cercando vie di fuga che non facciano troppo male. Che tanto poi non ci riesco e sento con tutta me stessa di aver davvero perso solo tempo.

Ho perso persone, tante.

Ho perso amicizie, e non riesco a sentirne il peso, amicizie troppo presenti che soffocano o troppo assenti di cui si può fare a meno, amicizie sbagliate o con fondamenta instabili, amicizie del momento, legate a brevi periodi di vita, che poi la vita cambia e ti allontana e fa scivolare via i legami che contano poco.

Ho perso qualcuno per sempre, quando per sempre non prevede un arrivederci, quando vuol dire non vedersi mai più, non sentirsi mai più. Con il groppo in gola che accompagna queste perdite, perché rimane sempre qualcosa che avresti voluto dire o fare e non ne avrai mai più la possibilità. E penso che farebbe bene convincersi che ogni giorno che passa è un giorno che non va sprecato, che non si può vivere di rimpianti, che bisognerebbe fare e dire tutto quando c’è ancora tempo. Se non fosse che la vita ti travolge e si perde il senso profondo delle cose, l’essenziale, e allora mi ritrovo a non dire e non fare per paura o per quieto vivere o per mancanza di volontà, o per cercare quel momento giusto che non arriva mai, e faccio passare i giorni finché mi accorgo che non ne sono rimasti altri per recuperare.

Ho perso relazioni con uomini che mi hanno assorbita molto in poco tempo, concentrate e intense. Ora, ne serbo il ricordo come se fossero state dei temporali estivi, esplosive, inaspettate, che finiscono velocemente come sono iniziate e lasciano un vago odore di calura raffreddata all’improvviso.

Ho perso amori, anche quelli che sembrava potessero durare una vita, quelli su cui mi sono illusa di poter costruire un futuro, pieni di parole, di superlativi, di sempre e di mai. Li ho persi con dolore, strappi e fatica, ed ogni volta è più complicato ricucire le ferite e ricostruire sulle macerie. Tanto che verrebbe voglia di non imbarcarsi più in relazioni stabili, non mettere più in discussione la propria vita per un altro, trovare un equilibrio che non dipenda da nessuno al di fuori di se stessi. Verrebbe voglia di trovare un modo per arginare le emozioni, per non dover più fare i conti con scelte sbagliate e inconcludenti, per non dover più soffrire. E me ne convinco per un pò, fino a quando capisco che trovare un modo non sarebbe giusto né facile. Continuo a vivere la mia personale altalena di emozioni, in ogni respiro, in ogni momento, fino in fondo.

Ho perso e continuerò a perdere. Continuerò a vedere orizzonti diversi e scenari che mutano velocemente. Continuerò a barcamenarmi fra bilanci aspettative e speranze. Perché in tutto questo, capisco ogni giorno di più quello che trovo ogni volta che perdo. Me stessa. Esattamente così come sono.

 

 

 

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Maurizio Vagnozzi
    Mag 23, 2014 @ 10:39:40

    Ma “perdere” non è anche poi “trovare” un qualcosa di nuovo, di differente, di imprevisto?

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  2. dani
    Mag 23, 2014 @ 10:58:13

    Proprio così, Maurizio! Sto imparando a perdere e lasciarmi sorprendere da quello che trovo…

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  3. Anonimo Affezionato.
    Mag 23, 2014 @ 13:36:10

    Peggio ancora è che perdendo trovi veramente quello che hai perso..

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    • dani
      Mag 23, 2014 @ 17:50:43

      Certo, peggio! Imparare a perdere è un’arte! E se perdi senza trovare niente, allora perdi due volte…

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      • Anonimo Affezionato
        Mag 23, 2014 @ 18:33:44

        La vera arte è il razionalizzare la perdita. Non perdiamo due volte, maturiamo solamente. Più velocemente. Trovo sia il metodo più veloce per imparare a vincere.

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  4. dani
    Mag 24, 2014 @ 13:41:44

    Grazie ancora Anonimo per il tuo commento. Con il quale non sono d’accordo. Di qualunque cosa si tratti, le chiavi dell’auto o una persona cara, la perdita implica un’emozione, a volte anche profonda. Non si può razionalizzare un’emozione, anche se lì per lì sembrerebbe la cosa più veloce. In realtà, non ti permette di elaborarla nel modo corretto e l’elaborazione del sentimento è l’unico modo per maturare, anche se richiede tempo e fatica. È come spegnere un fuoco con una colata di cemento per non voler vedere i danni che ha fatto, e poi, sotto il cemento, resta tutto bruciato.

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