Le donne.

Le donne si sono emancipate. Evviva! Hanno libertà potere possibilità che fino a pochi decenni fa erano impensabili. Noi donne possiamo realizzare i nostri sogni, vivere la nostra vita come meglio desideriamo, fare progetti, studiare lavorare viaggiare. Tutto quello che vogliamo, come vogliamo e quando vogliamo. E ci sentiamo forti, sicure, indipendenti. Sono finiti i tempi in cui la donna stava a casa e aspettava il marito con la cena pronta e le pantofole col ciuffo rosa ai piedi. Ora possiamo uscire la sera con chi ci pare, ubriacarci ascoltando la musica che esce dall’autoradio a tutto volume, decidere di non avere figli, diventare capi e dirigenti e responsabili e abbiamo chi si occupa delle nostre faccende domestiche (che poi, in realtà, sono altre donne.. in effetti, sarebbe divertente avere un uomo delle pulizie! Ops, sto divagando…).

È tutto bellissimo! Se non fosse che la nostra emancipazione ha causato un’involuzione dell’uomo, che lo porta ad essere più insicuro, indeciso e confuso che mai. Non abbiamo saputo gestire il nostro potere, la nostra forza e il nostro nuovo posto nel mondo. E l’uomo di oggi è spaventato! Ha paura di prendersi le sue responsabilità, di apparire debole, di non saper controllare la situazione e si richiude in se stesso. Ora, non posso dire che l’uomo abbia mai avuto molta capacità di aprirsi con facilità, specialmente nei confronti di una donna. Non sa mostrare il proprio punto debole, farsi vedere coi nervi scoperti. Perché l’uomo deve pur sempre dimostrare di essere il sesso forte, lui non sta male, non può crollare, non può piangere, questo già di natura. Il fatto è che, ora più che mai, l’uomo di fronte ad una donna decisa sicura e consapevole, non si limita a chiudersi a riccio, scappa a gambe levate! Non sa come comportarsi, non sa come fronteggiare la situazione, è spaurito e stordito. E allora, non prende iniziative perché la donna ne ha già tante sue, non fa il primo passo perché ha paura di essere rifiutato, non si sbilancia perché la donna può farlo soffrire e lui non sa come elaborare il dolore. Non ha le risorse necessarie! E non è colpa sua, non è abituato, non come la donna che viene da secoli di dolore frustrazione e sudditanza.

Non voglio che sembri un discorso femminista. Forse tutto il contrario. Conosco bene i limiti delle donne e i pregi degli uomini. Le donne sono uterine umorali polemiche vendicative. Gli uomini sono volitivi divertenti pratici solidali fra di loro. Noi siamo devastate dagli ormoni, ossessionate dal nostro orologio biologico, possessive nei confronti di quello che ci appartiene e fissate con l’istinto di competizione verso chi ci sembra più bella più magra più affascinante di noi. Loro hanno infinite capacità di sdrammatizzare, riescono a divertirsi con qualsiasi cosa, trovano sempre un modo per arrivare al nocciolo della questione, non si fanno condizionare dal pantalone stretto o dai capelli in disordine. Gli uomini sono più semplici di noi, più lineari. E la loro semplicità si scontra ogni giorno di più con un mondo femminile che diventa sempre più complesso.

Ovvio. Non si può generalizzare. Ci sono donne che non hanno accolto nella loro vita l’emancipazione, nonostante tutto, come ci sono uomini che non si fanno spaventare da nulla, nonostante tutto. È solo che sta diventando sempre più faticoso. Allora, diamo all’uomo la possibilità di dimostrare la sua forza, facciamo un passo indietro. Facciamogli capire che non siamo così invincibili e indipendenti e sicure di noi stesse da non avere bisogno di lui. Lasciamoci di nuovo conquistare, prendere per mano, coccolare. Perché se non fosse così bello ritrovarsi l’uno nelle braccia dell’altra, seduti su un divano, la sera, dopo una giornata pesante, a raccontarsi la giornata e costruirsi la vita, semplicemente, credo che ognuno di noi perderebbe la possibilità di ritagliarsi attimi di felicità.

Cinque sensi. Più uno.

Guardami e lasciati guardare. Voglio osservare il colore dei tuoi occhi, le sfumature della tua pelle, la forma delle tue mani. Voglio guardarti senza parlare, scoprire i tuoi gesti, lasciarmi sorprendere dalle espressioni del tuo viso, farmi cullare dai tuoi passi mentre cammini verso di me, e poi seguirti da lontano mentre ti allontani e ti volti e mi cerchi per un ultimo sorriso. Fammi scaldare dal tuo sorriso, inaspettato luminoso spensierato. Voglio riempire i miei occhi di te, per non scordare nulla, per essere sicura di riuscire a richiamare la tua immagine anche nel buio più profondo.

Gustami e lasciati gustare. Voglio sentire i tuoi stessi sapori, provare nuovi gusti insieme a te, assaporare il caffè dalle tue labbra, il vino dal tuo bicchiere. Voglio trovare un nome per  il tuo sapore, un nome che cambia con le stagioni, con gli umori, col passare del tempo. Fammi assaporare ogni angolo di te, il gusto delle tue labbra arrabbiate felici tristi dispettose. Voglio trovare su di te il sapore della cannella nera, dell’arancia amara, dello zucchero di canna. Voglio dividere con te pietanze sconosciute, scoprire nuovi modi di corteggiarsi e stupirsi.

Toccami e lasciati toccare. Voglio sentire il tuo calore, sfiorare la tua pelle, afferrare le tue mani. Adoro le tue mani, adoro farmi accarezzare abbracciare stringere. Voglio sentire i tuoi muscoli tesi, la tua barba incolta. Voglio stendere un braccio e sentirti al mio fianco, attraversare la strada mano nella mano, appoggiarmi alla tua spalla, sentire sotto le dita le tue vibrazioni, i tuoi movimenti rapidi, addormentarmi circondata da te.

Annusami e lasciati annusare. Voglio sentire sul tuo corpo i profumi che mi ricordano il mio passato e riviverlo nel presente attraverso di te. L’odore delle castagne arrosto nei vicoli del centro di Roma, l’odore dei primi fiori di primavera, l’odore della neve sui tetti, l’odore degli aerei in partenza verso altri continenti, l’odore di muschio verde, colla bianca, frutta fresca. E l’odore che più di tutti mi fa ogni volta innamorare di te, l’odore del sale asciugato sulla tua pelle dal sole di agosto.

Ascoltami e lasciati ascoltare. Voglio restare stesa per ore a parlare con te. Raccontami dei tuoi viaggi in giro per il mondo, fammi rivivere ogni tua emozione, e mi sembrerà di aver vissuto le stesse cose che hai vissuto tu. Parlami dei tuoi desideri nascosti, dei tuoi sogni proibiti, dei tuoi errori, dei tuoi successi, senza timori senza filtri, con la certezza che ascolterò ogni tua frase, capirò ogni tuo silenzio, accoglierò ogni cosa che vorrai condividere con me. Costruiamo una culla per le nostre parole, dove poter essere noi stessi, dove sentirci accolti e protetti, dove trovare riparo da ogni ipocrisia e mezza verità.

Guardami gustami toccami annusami ascoltami.

E con il senso più nascosto che ti lega alla tua anima vivimi e sentimi nel profondo. Concedi all’istinto, alle sensazioni, alle emozioni di mostrarti la strada. E partiamo insieme.

arcanamea

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