Dal passato, per un amico

Ho bisogno di sentirti di nuovo vicino a me come molto molto tempo
fa… un tempo che forse non è neanche esistito, me lo sarò immaginato e il
ricordo è più vero della vita reale… che la vita reale invece non assomiglia a
quel tempo e mi pesa rendermene conto.
Non è un gran periodo, nonostante vada avanti e faccia costantemente finta di
niente, non lo dico neanche a me stessa quanto ci sia che non va… e non so
spiegarlo e vorrei dirtelo e vorrei che mi capissi e che mi dicessi che in
fondo non è poi così anomalo. Visto che solo tu ne sei capace e solo da te lo
accetterei.

Mi mancano delle cose, non riesco a fare un elenco, non c’è nessun elenco da
fare. Sono dettagli, o questo mi convinco che siano, sono cose che avevo e non
ho più o cose che ho sperato di avere e non ho ancora ottenuto. Ho davanti agli
occhi l’immagine di un topo in una gabbia che gira sulla sua ruota e va avanti
a farlo e funziona tutto e le sue risposte comportamentali sono corrette agli
occhi di ogni esperto che guarda, se non fosse che il topo rimane sempre lì, fa
chilometri e chilometri sulla ruota senza andare da nessuna parte e a volte ne è
consapevole, e vorrebbe scendere e mandare tutti a cagare ma come dare un
dispiacere a chi si aspetta che continui a girare e girare e girare?

E il topo sono io e la ruota è la mia vita come me la sono costruita, come l’ho
voluta e desiderata, solo che adesso ci giro sopra e non vado da nessuna
parte. Che poi so dentro di me che non è così, che sto facendo molte cose e sto
costruendo altri pezzi della mia ruota, dei pezzi che sono belli, ambiziosi,
pieni di speranza, l’unico intoppo è che non mi danno pace, non saziano
i miei bisogni e mi sento perennemente alla ricerca di qualcos’altro.

E, sai, è una ricerca estenuante, mi sembra di non arrivare mai alla fine, una
caccia al tesoro perenne che mi porta di nuovo e ancora sugli stessi percorsi.
Ogni volta credo di aver trovato la mia X sotto cui scavare, ed ogni volta mi
accorgo che sotto c’è poco e niente e riprendo e non so dove ancora andare a
cercare. Sono così stanca.

Mi chiedo quando ho deciso che dovesse essere così, mi chiedo se ho davvero provato tutto prima di mettere dei paletti, mi chiedo se ci sia un modo per capire se questa è la mia vita, la vita che vale la pena, che rende felici…. Mi manca l’entusiasmo dei giorni che si inseguono e che non li fa sembrare tutti uguali, mi mancano momenti di sesso fatto bene senza pensieri e pesi sullo stomaco, mi manca un pensiero fisso di futuro da costruire. Dettagli, sfumature, in confronto a tutto quello che ho e che mi ha portato fin qui. Allora perché sto così?

E così ti scrivo, che con te è la cosa che mi è sempre venuta meglio, e non
aspetto risposte, sono anni che ho smesso. Avevo solo bisogno di te, ho bisogno di te. Come sempre…

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